MeMo tra open data e patrimonio culturale
Il progetto presentato a Roma nell’ambito di un incontro dedicato alla digitalizzazione e alla condivisione dei dati
Il progetto MeMo – Memory of Montecassino sarà presentato il 21 aprile 2026 a Roma, presso l’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi, nell’ambito della giornata di studi Open Data, disaggregazione dei dati e musica: digitalizzazione e oltre.
L’iniziativa riunisce studiosi e ricercatori impegnati in ambiti diversi del patrimonio culturale – dalla musicologia agli studi archivistici e librari – per riflettere sul ruolo della digitalizzazione e, soprattutto, sulle potenzialità offerte dagli open data e dai modelli di disaggregazione dei dati nella costruzione di nuove infrastrutture per la conoscenza.
L’intervento del professor Nicola Tangari (Università di Cassino e del Lazio Meridionale), responsabile scientifico di MeMo, offrirà l’occasione per presentare la digital library come un’esperienza che si colloca all’incrocio tra ricerca, formazione e sviluppo di strumenti per l’organizzazione e l’accesso ai dati. In questa prospettiva, la piattaforma include anche la digitalizzazione di manoscritti musicali conservati a Montecassino, rendendo accessibile un patrimonio che documenta la centralità della musica nella vita liturgica e culturale dell’abbazia.
Il confronto con progetti dedicati al patrimonio musicale – tra cui archivi digitali, repertori e database – permette di mettere in luce il carattere trasversale delle questioni affrontate: la strutturazione dei dati, la loro interoperabilità e la possibilità di integrarli in ambienti di ricerca condivisi costituiscono infatti sfide comuni, indipendentemente dalla tipologia dei materiali.
MeMo continua ad intrattenere un dialogo più ampio che attraversa ambiti disciplinari diversi e contribuisce alla definizione di modelli condivisi per la gestione, l’organizzazione e la valorizzazione del patrimonio culturale digitale. È su questo terreno – quello dell’interoperabilità dei dati e della costruzione di infrastrutture comuni per la ricerca – che il progetto trova oggi uno dei suoi sviluppi più significativi.

