Un dialogo sulla memoria scritta di Montecassino
Un’intervista sui manoscritti di Montecassino tra ricerca, digitalizzazione e nuovi strumenti di studio
In uno dei recenti Dialoghi di Urbisaglia, Marilena Maniaci è stata intervistata da Luca Rivali sul tema della memoria scritta di Montecassino e sulle prospettive aperte oggi dalla ricerca e dalle tecnologie digitali.
Nel corso del dialogo emergono le linee fondamentali di MeMo – Memory of Montecassino, iniziativa nata dall’attività di studio sui codici, sugli incunaboli e sui documenti conservati presso l’Abbazia e sviluppata dal laboratorio “LIBeR. Libro e Ricerca” del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, in collaborazione con Sapienza Università di Roma e Università di Catania.
L’intervista completa è disponibile qui sotto.
L’intervista non si limita a presentare il progetto, ma ne chiarisce il quadro metodologico e gli obiettivi: la catalogazione sistematica del patrimonio scritto, la sua digitalizzazione e la costruzione di strumenti che ne rendano possibile una consultazione più ampia e consapevole. In questo senso, il lavoro sui manoscritti viene restituito nella sua complessità, come attività che coniuga analisi diretta, descrizione codicologica e organizzazione dei dati.
Particolare rilievo è dato al rapporto tra studio tradizionale e tecnologie digitali. Queste ultime non sostituiscono l’indagine sul libro, ma ne estendono le possibilità, consentendo di mettere in relazione materiali, descrizioni e contesti in modi prima difficilmente accessibili. È su questo terreno che si collocano le prospettive più significative del lavoro in corso, in dialogo con altri progetti e iniziative dedicate alla digitalizzazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale.
Il dialogo si inserisce inoltre in una riflessione più ampia sul ruolo di Montecassino nella costruzione e trasmissione della memoria scritta medievale. Il riferimento al dossier La memoria scritta di Montecassino: scrittura, conservazione, trasmissione, pubblicato su «La Bibliofilia» e curato da Marilena Maniaci, Giulia Orofino e Nicola Tangari, offre un quadro aggiornato dei presupposti scientifici e delle linee di ricerca che sostengono l’iniziativa.
La digitalizzazione si configura così non come punto di arrivo, ma come apertura verso nuove possibilità di indagine e di relazione.
