Dalle aule alle piazze: MeMo a SBAM 6.0
Il progetto partecipa a Napoli al confronto sul welfare culturale e sul ruolo dell’università nella valorizzazione del patrimonio.
Il progetto MeMo – Memory of Montecassino ha partecipato alla tavola rotonda Dalle Aule alle Piazze: cantierare il welfare culturale con la Terza Missione, organizzata nell’ambito di SBAM 6.0 – Incontri Ravvicinati, l’iniziativa promossa dalla Fondazione San Bonaventura e svoltasi il 23 e 24 ottobre 2026 presso la Biblioteca Fra Landolfo Caracciolo, nel Complesso Monumentale di San Lorenzo Maggiore a Napoli. L’edizione di quest’anno, dal titolo Clinica dell’anima. Il contributo degli Istituti Culturali al benessere della persona e della comunità, ha offerto un’occasione di confronto sul ruolo delle biblioteche, degli archivi, dei musei e delle altre istituzioni culturali nella promozione del benessere individuale e collettivo.
In questo contesto, MeMo ha portato il proprio contributo attraverso gli interventi di Marilena Maniaci e Nicola Tangari, condividendo un’esperienza nella quale ricerca, formazione e valorizzazione del patrimonio si integrano. La partecipazione alla tavola rotonda ha permesso di mostrare come le attività del progetto possano contribuire alla Terza Missione dell’università, favorendo il dialogo con il territorio e offrendo occasioni concrete di formazione e condivisione della conoscenza.
Al centro degli interventi è stato posto il cantiere di digitalizzazione realizzato nell’ambito del progetto, uno spazio operativo in cui le conoscenze teoriche e le metodologie della ricerca trovano applicazione nelle diverse fasi del processo che conduce dal manoscritto fisico all’oggetto digitale. Un ruolo significativo è svolto dagli studenti che partecipano alle attività, anche attraverso esperienze di tirocinio. Il loro coinvolgimento diretto permette di confrontarsi con procedure, strumenti e problematiche concrete, affiancando alla preparazione teorica l’acquisizione di competenze tecniche e professionalizzanti nel campo della digitalizzazione e della valorizzazione dei beni culturali.

L’esperienza di MeMo non si esaurisce, tuttavia, nella ricerca e nella formazione. Un aspetto altrettanto importante riguarda la possibilità di rendere accessibili e condivisibili i risultati del lavoro svolto. La trasformazione del patrimonio manoscritto in risorse digitali contribuisce infatti a superare i limiti fisici dei luoghi di conservazione, ampliando le possibilità di consultazione e conoscenza dei materiali anche al di fuori della comunità scientifica. In questo modo, la digitalizzazione diventa uno strumento attraverso il quale l’università può mettere i risultati della ricerca a disposizione di un pubblico più ampio, favorendo nuove occasioni di incontro tra istituzioni culturali e territorio.
La partecipazione a SBAM 6.0 ha permesso così di inserire l’esperienza di MeMo in una riflessione più ampia sul rapporto tra cultura, benessere e comunità. Il percorso del progetto mostra come ricerca e formazione possano contribuire alla valorizzazione del patrimonio, rendendone i risultati accessibili e condivisibili anche al di fuori degli spazi accademici.
