Memorie, storia e patrimoni culturali digitali
MeMo e MAGIC protagonisti ad AIUCD 2026
Come rendere il patrimonio manoscritto non solo accessibile, ma anche riutilizzabile, interoperabile e aperto alla partecipazione di pubblici diversi? A questa domanda ha cercato di rispondere il poster presentato da Giuseppina Civitillo, Ylenia Nardone e Elvira Zambardi alla XV Conferenza annuale dell’Associazione per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale (AIUCD 2026), svoltasi a Cagliari dal 3 al 5 giugno 2026 e dedicata al tema Digitale e Public Engagement: pratiche e prospettive nelle Digital Humanities (qui il link alla pagina del convegno https://aiucd2026.unica.it/).
Il contributo è stato presentato nell’ambito della sessione poster Memorie, storia e patrimoni culturali digitali e ha illustrato alcune delle attività sviluppate all’interno della collaborazione tra il progetto MeMo – Memory of Montecassino e il progetto MAGIC, evidenziando il ruolo delle tecnologie digitali nella valorizzazione, conservazione e condivisione del patrimonio manoscritto.


Partendo dai principi dell’Open Access e dei FAIR Data, il poster ha mostrato come la costruzione di ecosistemi digitali aperti possa favorire nuove forme di accesso e riuso delle risorse culturali, promuovendo una più ampia partecipazione alla conoscenza e alla ricerca.
Attraverso casi di studio concreti, tra cui il progetto Compactiones e le Bibbie glossate, il contributo ha evidenziato le potenzialità offerte dall’integrazione tra competenze umanistiche e strumenti tecnologici avanzati. Particolare attenzione è stata dedicata alla possibilità di rendere i dati non soltanto disponibili, ma anche interoperabili e riutilizzabili in contesti differenti.
La collaborazione tra MeMo e MAGIC, già presentata in una precedente storia del sito dedicata alle attività congiunte dei due progetti, rappresenta un esempio significativo di approccio integrato alla valorizzazione del patrimonio manoscritto. Se MeMo contribuisce a questo percorso attraverso attività di studio, catalogazione, digitalizzazione e descrizione scientifica delle fonti, MAGIC amplia tali prospettive mettendo a disposizione infrastrutture tecnologiche e metodologie avanzate per l’acquisizione, l’analisi e la conservazione dei dati. La convergenza di queste competenze favorisce la costruzione di ecosistemi digitali aperti e interoperabili, orientati a obiettivi comuni di tutela, conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale.
I risultati presentati a Cagliari trovano già una prima restituzione pubblica attraverso il poster e gli atti del convegno, entrambi liberamente consultabili online.
Il poster è consultabile online nel Conference Companion di AIUCD 2026, nella sezione dedicata ai poster. Sono inoltre già disponibili in Open Access gli atti del convegno (Marras, C. – Pergola, A. – Salice, G. (a cura di), Digitale e Public Engagement: pratiche e prospettive nelle Digital Humanities, Atti del XV Convegno Annuale AIUCD, AIUCD, Cagliari 2026. ISBN 979-12-986188-1-7. DOI 10.6092/unibo/amsacta/8980 in «Quaderni di Umanistica Digitale»), che raccolgono i contributi presentati durante questa edizione e offrono una panoramica aggiornata sulle principali linee di ricerca nel campo delle Digital Humanities.
