Frammenti di una storia: i manoscritti cassinesi tra riuso e ricomposizione
A Cluj, Chiara De Angelis e Marilena Maniaci hanno presentato nuove ricerche sulle Compactiones e sulle trasformazioni materiali dei codici di Montecassino.
I manoscritti non conservano soltanto i testi affidati alle loro pagine. Smembramenti, riusi, ricomposizioni e restauri hanno lasciato tracce materiali che permettono di ricostruire anche le vicende attraversate dai libri nel corso dei secoli. A questa prospettiva è stato dedicato l’intervento di Chiara De Angelis e Marilena Maniaci, presentato nell’ambito del convegno internazionale Medieval Books in the Early Modern Period, svoltosi tra Cluj e Alba Iulia dall’8 all’11 settembre 2026.

Organizzato dal CODEX Centre della Babeș-Bolyai University, il convegno ha indagato la sopravvivenza e le trasformazioni del libro medievale durante la prima età moderna, riunendo esperienze di ricerca dedicate alla conservazione, allo smembramento e al riuso di manoscritti e frammenti in diversi contesti europei. In questo quadro, l’intervento Cassinese Manuscripts Between Dismemberment and Recomposition: The Genesis of the Compactiones, and the Late Seventeenth-Century Restoration Campaign ha rivolto l’attenzione al patrimonio librario di Montecassino e alle trasformazioni materiali che ne hanno accompagnato la trasmissione.
L’intervento ha presentato alcuni dei risultati emersi dalla ricerca condotta da Chiara De Angelis nell’ambito della sua tesi di dottorato, a partire dall’analisi delle modalità di riutilizzo dei frammenti in scrittura beneventana e della loro distribuzione nel tempo. Un’attenzione particolare è stata riservata alle cosiddette Compactiones, raccolte di frammenti conservate a Montecassino, il cui studio ha consentito di ricostruire sette manoscritti oggi sopravvissuti solo in forma frammentaria e di mettere in relazione questi materiali con i codici conservati integralmente nella biblioteca cassinese.
L’analisi ha permesso inoltre di precisare la storia della formazione delle Compactiones. La raccolta, lungi dall’essere il risultato di un unico intervento, appare essersi costituita progressivamente nel corso del tempo: le attestazioni cronologiche presenti su alcuni frammenti consentono di farne risalire le prime fasi almeno alla fine del secolo XIV. Questa ricostruzione permette anche di riconsiderarne il rapporto con la vasta campagna di rifacimento delle legature promossa a Montecassino alla fine del secolo XVII sotto l’abate Sebastiano I Biancardi. Lo spoglio di 38 manoscritti interessati da queste legature ha infatti mostrato che il ricorso a frammenti di reimpiego non costituisce una pratica sistematica, contribuendo a distinguere la progressiva formazione delle Compactiones dalla campagna tardoseicentesca.
Lo studio dei frammenti permette così di seguire una storia che non coincide necessariamente con quella dei manoscritti integri. Date, tracce di riuso, legature e ricomposizioni documentano pratiche succedutesi nel tempo e consentono di ricostruire, attraverso la materialità dei libri, alcuni momenti della storia della biblioteca e della conservazione del patrimonio manoscritto di Montecassino.
