Studi umanistici tra tradizione e innovazione
Il progetto MeMo nel dibattito sulla transizione digitale
Nel quadro delle recenti iniziative dedicate al rapporto tra studi umanistici e tecnologie digitali, il convegno Studi umanistici: approccio classico, multidisciplinare e tecnologico, svoltosi presso l’Accademia Pontaniana a Napoli il 5 e 6 maggio 2026, ha offerto un’occasione significativa di confronto tra prospettive diverse ma convergenti.

All’interno di questo contesto, l’intervento di Marilena Maniaci e Nicola Tangari, dedicato al progetto MeMo – Memory of Montecassino, si è inserito in una riflessione più ampia sulla trasformazione in atto negli studi sul libro antico – manoscritto e a stampa – e sul patrimonio documentario. Collocato accanto a contributi dedicati all’intelligenza artificiale, alla trascrizione automatica e agli strumenti digitali per la ricerca umanistica, l’intervento ha evidenziato come MeMo rappresenti un caso concreto di integrazione tra approcci tradizionali e metodologie innovative.
Il progetto, infatti, si fonda su un’attività sistematica di studio, descrizione e catalogazione dei materiali conservati presso l’Abbazia di Montecassino, ma al tempo stesso si sviluppa attraverso strumenti digitali che ne ampliano le possibilità di accesso, analisi e valorizzazione. In questo senso, la dimensione tecnologica non si configura come un elemento accessorio, ma come parte integrante del processo di ricerca.

Particolare rilievo assume il dialogo con altre esperienze e competenze, come dimostrano le collaborazioni attivate anche in ambito scientifico e tecnologico, tra cui quella con il progetto MAGIC. È stato questo il tema dell’intervento di Elvira Zambardi, attualmente borsista di ricerca, insieme a Giuseppina Civitillo e Ylenia Nardone, del progetto portato avanti dal dipartimento di Fisica dell’Università di Napoli “Federico II”. L’esperienza raccontata, che fonde una formazione umanistica con le fasi pratiche della digitalizzazione, si colloca, infatti, come trait d’union tra i due progetti MAGIC e MeMo in un’ottica collaborativa e sinergica volta a raggiungere risultati più consapevoli. Tali interazioni contribuiscono a definire un terreno comune in cui discipline diverse convergono verso obiettivi condivisi: la tutela, la conoscenza e la trasmissione del patrimonio scritto.
La presenza di MeMo in un contesto come quello napoletano conferma dunque il ruolo che il progetto sta assumendo nel panorama degli studi umanistici, non solo come iniziativa di catalogazione e digitalizzazione, ma come laboratorio in cui si sperimentano forme di integrazione tra competenze, strumenti e metodi.
La digitalizzazione si configura ancora una volta non come punto di arrivo, ma come apertura verso nuove possibilità di indagine e di relazione.
l programma completo dell’evento è consultabile qui sotto.
