La Bibbia a Montecassino
Presso l’Archivio dell’Abbazia di Montecassino sono conservati 96 manoscritti biblici, databili tra i secoli XI e XV. Essi sono stati prodotti sia nello scriptorium dell’Abbazia, sia in altre aree geografiche, dell’Italia e dell’Europa medievale. Questo cospicuo corpus rappresenta un caso studio unico nel suo genere. Sulla base di caratteristiche paleografiche e testuali, l’insieme dei codici è diviso per consuetudine in tre gruppi: bibbie in scrittura beneventana, bibbie in scrittura di matrice carolina e bibbie glossate. L’analisi dei manoscritti conservati a Montecassino permette di analizzare i cambiamenti materiali e testuali che hanno riguardato la tipologia del libro della Bibbia nel corso dell’età medievale, tenendo conto delle peculiarità di datazione, provenienza, fattura materiale e di assetto testuale.
Di recente è stato pubblicato un catalogo speciale dedicato proprio ai manoscritti biblici cassinesi:
Roberta Casavecchia – Marilena Maniaci – Giulia Orofino, La Bibbia a Montecassino / The Bible at Montecassino. Schede catalografiche di / Catalogue descriptions by Laura Albiero, Roberta Casavecchia, Angela Cipriani, Mariano Dell’Omo, Richard F. Gyug, Erica Orezzi, Leda Ruggiero, Gaia Elisabetta Unfer Verre, Turnhout, Brepols, 2021 (Bibliologia, 60) [DOI 10.1484/M.BIB-EB.5.124550]
Nel Medioevo, la Bibbia è un vero e proprio universo: racconto della Rivelazione divina, Parola stessa di Dio e strumento indispensabile della liturgia. Libro composto di tanti libri, e continuamente copiato, illustrato e adattato alle esigenze dei suoi fruitori.
Nella tarda antichità, e per tutto l’alto Medioevo, le Bibbie complete di Vecchio e Nuovo Testamento erano piuttosto rare; la Bibbia circolava per lo più come sequenza di volumi distinti, indicati spesso col termine “bibliotheca”, ovvero collezione di libri. I manoscritti della Bibbia, perciò, possono differire tra loro per i libri del Vecchio e del Nuovo Testamento che li compongono, per l’ordine in cui essi si susseguono, ma anche per gli elementi decorativi o per la presenza di glosse e commenti.
Montecassino costituisce un caso esemplare per valutare i cambiamenti materiali e testuali che interessano il libro della Bibbia nel corso del Medioevo:
– lo scriptorium cassinese mantiene per tutto il Medioevo una forte tradizione locale, ma aperta alle influenze e alle novità provenienti dall’esterno;
– l’Archivio dell’Abbazia conserva un cospicuo numero di manoscritti biblici (92), databili tra il secolo XI e il XIV; alcuni furono prodotti in loco, altri fatti arrivare d a altre località dell’Italia e dell’Europa medievale;
– questi manoscritti presentano differenze che interessano la manifattura, il testo, la scrittura e la decorazione tali da evidenziare l’evoluzione della Bibbia come libro nel Medioevo.
1. Le Bibbie complete ‘monolitiche’
La trascrizione dell’intera Bibbia (Vecchio e dal Nuovo Testamento) è un evento piuttosto raro nell’alto Medioevo. A Montecassino si conservano solo due Bibbie complete databili prima del XII secolo, molto diverse tra loro: il Casin. 515 e il Casin. 557.
Il Casin. 515 è una delle cosiddette Bibbie ‘atlantiche’, prodotte durante la riforma gregoriana, ed è una delle più antiche, databile poco dopo la metà del secolo XI. Si tratta di un libro di rappresentanza, simbolo dell’autorità della Chiesa. Forse arrivata a Montecassino per volere dell’abate Desiderio, questa Bibbia atlantica fu probabilmente prodotta a Roma, ma parte della sua decorazione fu completata presso lo scriptorium dell’abbazia.

Il Casin. 557, databile al terzo quarto del secolo XII, è la più antica bibbia completa, tuttora conservata, prodotta a Montecassino. È un manoscritto di dimensioni contenute e scrittura di modulo ridotto, utilizzato non per la liturgia, ma per lo studio e la lettura personale. È detta “Bibbia di Ferro” perché uno degli scribi, Ferro, si sottoscrive evidenziando con lettere maiuscole toccate di rosso la parola che corrisponde al proprio nome, ogni volta che la incontra nel testo.
2. Le Bibbie beneventane e non beneventane
Le Bibbie beneventane sono scritte in minuscola beneventana, la scrittura utilizzata nei domini longobardi dell’Italia centro-meridionale. Esse sono un prodotto della tradizione monastica dell’Italia meridionale longobarda, e sono tutte Bibbie parziali, ovvero gruppi di libri biblici.
Nelle Bibbie beneventane i libri del Vecchio e del Nuovo Testamento sono assemblati in modo che la loro successione coincida con quella delle letture bibliche da leggere, nel corso dell’anno liturgico, durante l’ufficio del mattutino, che si celebrava durante la notte. Questo perché la Regola di San Benedetto obbligava i monaci a leggere, durante la Quaresima, “parti della Bibbia in ordine e interamente”. A Montecassino si conservano 20 Bibbie beneventane, realizzate nel corso del secolo XI. Sono tutte di taglia medio-grande, con il testo disposto su due colonne, e spesso con decorazioni imponenti, che possono occupare l’intera pagina.
Questi manoscritti avevano un uso liturgico, confermato anche dalla presenza di neumi, cioè dei segni grafici della notazione musicale medievale.
Al gruppo delle Bibbie non beneventane appartengono 18 manoscritti, 5 dei quali prodotti presso l’Abbazia, e 13 provenienti da altre aree dell’Italia e dell’Europa. Questi codici sono in scrittura di base carolina, la scrittura minuscola che, dal secolo VIII, si diffonde dall’impero carolingio nell’area franco-germanica, in Spagna, in Italia del nord e poi in Italia meridionale.
Il gruppo include 8 Bibbie complete databili tra il secolo XIII ed il XIV, di cui una prodotta in loco (Casin. 35), una di provenienza centro-italiana (Archivio Privato 3) e tre francesi (Casinn. 508, 509 e 519): queste ultime, di dimensioni piccole, con un’impaginazione del testo piuttosto compressa e una decorazione sobria, corrispondono al modello della Bibbia portatile, per la predicazione e lo studio, tipica della produzione francese dal secolo XIII.
3. Le Bibbie glossate
Tra i secoli XI e XI, dalle scuole cattedrali della Francia settentrionale, si diffonde una nuova tipologia libraria, la Bibbia glossata: il testo biblico, inizialmente disposto nella colonna centrale, è affiancato da commenti, o glosse, che ne guidano l’accesso e l’interpretazione.
A Montecassino sono conservati 60 manoscritti glossati, databili tra il secolo XII ed il XIV, prodotti in sede, come il Casin. 264, scritto dallo stesso copista Ferro della Bibbia Casin. 557, o acquisiti dall’esterno; alcuni di essi arrivano in Abbazia già nel secolo XII, segno dell’apertura dello scriptorium cassinese a recepire i nuovi modelli di Bibbie già circolanti in Italia e in Europa.
In una Bibbia glossata, il testo biblico e la glossa formano un’unità complessa, in cui il testo biblico viene differenziato tramite il modulo maggiore o il colore. Nella pagina, il testo biblico può essere disposto nella colonna centrale, riservando alla glossa le due colonne laterali, può essere confinato in piccoli riquadri, circondati per tre lati dalla glossa, o ancora testo e glossa possono essere scritti alternativamente in modo continuo, ma differenziati dal colore dell’inchiostro.